La differenza tra cattolici e clericali

Garibaldi e ManzoniL’incontro del 1867 tra Garibaldi e Manzoni.
Olio su tela (Milano, Museo del Risorgimento).

 

Un bell’articolo di Massimo L. Salvadori su La Repubblica mette a fuoco alcune distinzioni che sembrano sempre più sfuggenti nel panorama attuale. È il caso di riaffermarle:

I fondamenti della grammatica concettuale possono essere distorti per trascuratezza o ignoranza, ma anche per un calcolo strumentale. È il caso dell’uso, diventato in Italia corrente, dei termini “laici” e “cattolici”, secondo cui i primi sono i non credenti, coloro che non intendono dare alla Chiesa cattolica tutti i diritti che le spettano, e i secondi gli appartenenti, tout court in quanto cattolici, al fronte contrario. Ed è naturale che siffatta distinzione-opposizione, la quale altro non è se non una grande confusione-distorsione, piaccia assai alle gerarchie cattoliche, perché essa altera e nasconde la vera distinzione-opposizione: quella tra “laici” e “clericali”. […] i laici sono i non clericali indipendentemente dal fatto di essere o non essere credenti, cattolici o non cattolici e […] i cattolici si dividono a loro volta in non clericali e clericali.

La laicità è libertà per tutti; è rispetto dei diritti di ogni individuo e gruppo di seguire ciò che detta la coscienza, di praticare, organizzandosi, la propria filosofia, ideologia e religione senza violare i diritti altrui e pretendere di acquisire posizioni di monopolio o di predominio in forza di privilegi e della discriminante protezione del potere politico; è creazione di un luogo aperto in cui le frontiere delle credenze si formano e si spostano unicamente per spontaneo consenso; è confronto paritetico tra le verità che si ritiene di possedere e si vogliono divulgare; è riconoscimento reciproco della dignità di tutte le visioni del mondo non violente, del diritto di dibattito e confronto; è rinuncia al ricorso a bracci secolari per far prevalere le une a danno delle altre. Per questo la laicità è un’idea universalistica che nessuno esclude e tutti comprende; e che richiede uno Stato laico, di diritto, tutore del pluralismo culturale, religioso e sociale. Esso è laico perché assicura nell’eguaglianza le libertà di credenti e di non credenti, di credenti sia cristiani sia appartenenti ad altre confessioni. In questo sta la sostanza, continuamente fraintesa, della “neutralità” dello Stato laico. Da esso si differenzia lo Stato semi-laico, quale è lo Stato italiano odierno, che afferma i valori di laicità ma in via di fatto conferisce privilegi di molteplice sorta alla Chiesa cattolica, la quale li chiede, anzi pretende, in nome del principio illiberale e contrario all’eguaglianza che la religione della maggioranza abbia in quanto tale diritti particolari, da tradursi in primo luogo in moneta sonante e una posizione dominante nel campo dell’insegnamento.


LA DIFFERENZA TRA CATTOLICI E CLERICALI

Repubblica — 21 agosto 2009 pagina 37 sezione: COMMENTI

Keywords: clericalism, laicism.

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