Articoli

Da questa pagina si può accedere al contenuto di alcuni articoli, pubblicati su riviste accademiche o in atti di convegni. Oltre ad aver aggiunto materiale iconografico e documentario, i testi spesso sono stati riveduti e corretti.


L’ATEISMO DEGLI ALTRI

spinoza

Filosofia e teologia 29 (2014), 2. Il Dio sospeso, pp. 295-303.

Si è atei, sempre, per il Dio di qualcun altro e ciascuno può essere l’ateo di altri. [Continua a leggere l’articolo]


TIMOR DOMINI

Timore, dolore, obbedienza
La paura e il ruolo della mediazione sacramentale

Fear, sorrow, obedience and the role of sacramental mediation
da «Filosofia e Teologia» 26 (2012), pp. 332-339

Se il timore di Dio non può essere ridotto al timore della pena e del castigo, quest’ultimo è comunque centrale sia per una comprensione di come il concetto si è articolato nel corso della storia, sia per le implicazioni dottrinali. Infatti, in collegamento con la nozione di attritio, il timor gehennae assume un ruolo essenziale nel sacramento della penitenza e intorno ad esso si combatte un’importante battaglia sul ruolo della Chiesa e della sua mediazione sacramentale. [Continua a leggere l’articolo]


UNA GRAZIA UNIVERSALE E SENZA FINE

mandragoreL’arcangelo Gabriele e Zaccaria.
Ms. greco dell’XI sec. (da Mandragore).

La nota che segue è stata pubblicata la prima volta in un volume collettivo dell’Officina di Studi Medievali (Pagine medievali tra logos e dialettica, Palermo, 1990, pp. 79-85). A quel tempo disponevo solo della Patrologia Latina e degli Indices pseudo-dionysiani curati da A. van den Daele nel 1941. Ho deciso comunque di riproporre qui questo breve scritto con correzioni minime e senza aggiunte o aggiornamenti, a parte i riferimenti al testo dell’edizione critica del Corpus Dionysiacum. [Continua a leggere l’articolo]


ROLANDO DA CREMONA E LA ZIZZANIA

Apostolo con la spada
Apostolo con la spada. Laterale di altare di Orós, prima metà del XIII secolo
(Museu Nacional d’Art de Catalunya, Barcelona)

Si può trovare qui un secondo estratto da Guglielmo Russino, Il dibattito medievale sulla tolleranza: Rolando da Cremona e il Liber suprastella, Mediaeval Sophia (4/2008), pp. 92-103. [Continua a leggere l’articolo]


TOLLERANZA NEL MEDIOEVO?

Angers, ms. 372, f. 240v
Soldati che combattono gli eretici. Miniatura all’inizio della Causa 23
del Decretum di Graziano, XIV sec. (da Enluminures)

Non dobbiamo dare troppo facilmente per scontata l’intolleranza medievale. Agli inizi del XIII secolo possiamo scorgere di riflesso, dibattute in alcune quaestiones scolastiche e in qualche trattato di polemica antiereticale, posizioni favorevoli a una maggiore elasticità nei confronti della devianza religiosa. In numerose opere vengono chiaramente esposte, sia pure per essere confutate, idee poco in linea con l’usuale immagine di un Medioevo naturalmente e irriflessivamente intollerante. Su questo argomento è uscito qualche tempo fa Il dibattito medievale sulla tolleranza: Rolando da Cremona e il Liber suprastella, Mediaeval Sophia (4/2008), pp. 92-103. Per accedere all’articolo è richiesta una registrazione gratuita sul sito di Mediaeval Sophia, la rivista on line dell’Officina di studi medievali. Qui di seguito se ne può leggere un estratto: [Continua a leggere l’articolo]


ALBERTO, GLI ERETICI E UNA SINGOLARE DIFESA DEL PRINCIPIO DI NON CONTRADDIZIONE

Corsair MS M.1044 fol. 22v
Lupi che attaccano un gregge
Francia, 1406-1407 (da Corsair)

Sul numero cinque di Mediaeval Sophia è comparso un breve articolo dedicato alle idee di Alberto Magno sugli eretici (con una curiosa applicazione dell’argomentazione aristotelica di Met. IV, 1008b 12-25): Guglielmo Russino, Alberto, gli eretici e una singolare difesa del principio di non contraddizione, «Mediaeval Sophia» 5 (gennaio-giugno 2009), pp. 96-100. Il pdf dell’originale è liberamente scaricabile previa registrazione. Riporto qui di seguito il testo con qualche piccola correzione. [Continua a leggere l’articolo]


PERFIDUS NEL LATINO ECCLESIASTICO

Besançon, BM ms. 579, f. 23
Immagini antisemite: ebreo che percuote un cristiano.
Miniatura del XIV secolo (da Enluminures).

Si legge e si sente spesso che perfidus e perfidia, quando utilizzati da scrittori del periodo patristico e medievale, hanno un significato diverso da quello assunto nelle lingue moderne. Indicherebbero sostanzialmente l’incredulità, non una qualche forma di malevolenza. Ma è davvero così? Temo invece che non abbiano mai perso il loro carattere denigratorio, anche nella preghiera pro perfidis Iudaeis. [Continua a leggere l’articolo]


UN MEDIOEVO INCREDULO

Pierpont Morgan Library, ms. M.780, f. 39v
Incredulità di S. Tommaso
XI sec. (da Corsair)


Mediaeval Sophia
(3/2008), la rivista on line dell’Officina di studi medievali, ospita un mio intervento su incredulità e scetticismo tra XII e XIII secolo: Guglielmo Russino, Un medioevo incredulo. A proposito di scetticismo e imposture. Si fa riferimento, fra l’altro, alla leggenda dei “tre impostori” (Mosè, Gesù e Maometto) che avrebbero ingannato i loro popoli per sottometterli al potere religioso. Federico II fu accusato di diffondere questa storia e lo stesso accadde per Simone di Tournai, uno dei principali maestri parigini alla fine del XII secolo. Questo ne è l’abstract:

Ateismo, materialismo e indifferentismo non sono sconosciuti nel medioevo. Per quanto le accuse di incredulità (spesso scagliate per ragioni polemiche) da sole non bastino a dimostrare che gli accusati abbiano davvero sostenuto le posizioni loro attribuite, possiamo constatare che scetticismo e indifferentismo religioso non erano al di fuori dell’orizzonte mentale del comune uomo medievale. La leggenda dei “tre impostori” ne offre un esempio che sarà ripreso dal pensiero libertino in età moderna. [Continua a leggere l’articolo]


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