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La casa di Matteo Carrubba

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Alcara, lapide

Alcara Li Fusi (ME), Chiesa Madre

Ad Alcara, suggestivo borgo del messinese, incastonata sulle mura della Chiesa Madre una lapide ricorda:

In quisto loco fui la casa di Matteo Carruba la quale fui dirrupata per la Santa Inquisitioni per ipso avirsi retrovato a lo insulto di lo M. Augustino de Urbino capitanio de ditto Santo Officio.

Mi sono imbattuto in essa casualmente e non ricordavo che ne fa menzione Vincenzo Consolo ne Il sorriso dell’ignoto marinaio. L’iscrizione rinvia a una vicenda del XVI secolo, di cui dà notizia il volume di Francesco Renda L’Inquisizione in Sicilia.

Dopo essere stato processato una prima volta come giudaizzante nel 1513, Matteo tornò a suscitare le attenzioni degli inquisitori, finché nel 1551 “si ribellò al capitano del Santo Ufficio Agostino Urbina, e a spalleggiarne la rivolta concorsero la moglie Beatrice, la figlia Marianna e altre nove persone fra sorelle, cognati e parenti. L’Urbina, ferito gravemente, morì dissanguato sulla strada. Il Carrubba, invece, datosi alla fuga, fece perdere definitivamente le sue tracce.“. Condannato al rogo, venne bruciata la sua immagine a Palermo nell’auto da fe del 5 Luglio 1551, mentre i parenti furono condannati alla fustigazione e alla galera. La distruzione della casa, ricordata nella lapide, fu probabilmente tra le misure adottate. Ulteriori provvedimenti vennero presi contro le autorità locali, “giudicate responsabili di non aver saputo prevenire o impedire la violenza” (F. Renda, L’Inquisizione in Sicilia, Palermo, Sellerio, 1997, p. 377 e nota 4).

La chiesa Madre di Alcara Li Fusi

Chiesa Madre di Alcara Li Fusi.
Lungo le mura esterne si incontra la lapide di Matteo Carruba.

Alcara Li Fusi, Chiesa Madre

Alcara Li Fusi, Chiesa Madre

 


DOCUMENTI

344. S. Marco. Matteo La Carrubba, neofito, giudaizante, fu per sentenza a 11 agosto 1513 ammesso a riconciliazione ed abiurò nella Cattedrale Chiesa a 24 agosto 1513, poi nella detta terra di S. Marco ammazzando ad Agostino Urbina , capitano del S. Officio e fuggendosene, fu per sentenza a 2 marzo 1551 rilassato in statua, letta nella piazza della Loggia a 5 luglio 1551.

Tratto da un elenco dei rilasciati al braccio secolare (perché fossero messi a morte) fra il 1487 e il 1732. Contenuto nel Ms. Qq F 239 della Biblioteca Comunale di Palermo è stato pubblicato da Vito La Mantia in Origini e vicende dell’Inquisizione in Sicilia, Palermo, Sellerio, 1977, p. 196 (il lavoro del La Mantia comparve originariamente sulla Rivista storica italiana III, 3, 1886).

Las personas que salieron al aucto de la fe que se hizò en Palermo en la plaça de la Logia a los cinco de julio 1551, son las siguientes: Absentes relaxados [...] Santo Marco. Matheo Garruba olim reconciliado.

Testo pubblicato in Carlo Alberto Garufi, Fatti e personaggi dell’Inquisizione in Sicilia, Palermo, Sellerio, 1978, p. 25 (in origine: Archivio storico siciliano, n.s. XXXVIII, 1913, p. 292).

 

Keywords: inquisition, Sicily, antisemitism.

Scritto da gu.r.

7 settembre 2009 a 10:48

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